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|  | | 07 Settembre 2004 - 09:47 | | MALATTIE DEL CUORE: UN GENE DIFENDE GLI EUROPEI | Farmacia.it - 7 settembre 2004
L'incidenza delle malattie del cuore poteva essere oltre il 40% più
alta in Europa se la "Natura", per motivi ancora da chiarire, non
avesse provveduto a diffondere tra gli europei la variante protettiva
di un gene.
A scoprirlo un team di genetisti coordinati da Matthew Rockman alla Duke
university, insieme a Matthew Hahn all'università Californiana di Davis
e David Goldstein alla University college di Londra. La "fortuna" degli
europei starebbe nel fatto che la selezione naturale o, più
probabilmente, qualche altra forza che ha agito a livello genetico, ha
impedito il diffondersi di un difetto su un gene legato alla salute
delle arterie, favorendo invece la diffusione della variante meno
pericolosa del gene stesso.
Il protagonista di questa vicenda è il gene stromelisina-1, o Mmp-3. La
sua sequenza dà istruzioni alle cellule per produrre un enzima che
pulisce le pareti delle arterie tenendo sotto controllo
l'arterosclerosi. Gli individui sono tanto più protetti quanto più in
abbondanza è prodotto l'enzima. Ci sono diverse varianti del gene e
alcune differiscono solo per una singola sostituzione in una sola
lettera del codice. Ma questa singola sostituzione ha effetti notevoli
perché determina la quantità di enzima prodotto e quindi il rischio
arterosclerosi.
I ricercatori hanno confrontato la sequenza di Mmp-3 in tantissime
persone di provenienza geografica diversa, sia da popolazioni moderne
sia da resti di Dna di individui vissuti anche moltissimi secoli fa,
nonché quello di altri primati non umani. In base a complicati calcoli
statistici hanno dedotto che la popolazione europea a partire da 24mila
anni fa ha cominciato a beneficiare del diffondersi della variante di
Mmp-3 che permette di produrre la maggior quantità di enzima e che,
quindi, è protettiva per vasi e cuore.
Gli scienziati non sono ancora in grado di spiegare il perché siano
stati baciati dalla fortuna, ma credono che la selezione naturale possa
aver avuto un peso relativo visto che le malattie cardiache compaiono
spesso in età adulta e quindi non devono esercitare una grossa
influenza sull'assortimento dei geni.
Fonte: 24 Ore Sanità |
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